Quaderno n.9 Cub Rail: Fortezza – Franzensfeste Cosa insegna un’immagine. La lotta dei ferrovieri dell’Alto Adige, del Trentino, della Venezia Giulia e la fratellanza italotedesca (1921)
Fino a pochi anni fa, tra i quadri appesi nei locali della Biblioteca Cesare Pozzo di Milano ve n’era uno che raffigurava ferrovieri di Fortezza, italiani e tedeschi, in sciopero nel 1921. La didascalia recitava: “Ricordo del grandioso Sciopero dal 24 aprile al 21 maggio 1921 sostenuto con ammirevole fratellanza fra Italiani e Tedeschi* di Fortezza”. Immagine forte, a testimoniare una fratellanza di classe che andava oltre gli steccati nazionalistici eretti dalla borghesia, dai fascisti e dai funzionari delle Ferrovie.
Lo sciopero dell’Alto Adige, del Trentino e della Venezia Giulia fu il secondo più lungo e sconosciuto nella storia delle ferrovie italiane. Si svolse nell’aprile-maggio 1921. Durò venticinque giorni, che in alcuni impianti arrivarono a ventisette.
Il Sud Tirolo era stato annesso dall’Italia nell’ottobre 1920, in applicazione del trattato di Saint-Germain. Le ferrovie della regione, dalla gestione Südbahn erano passate sotto le Ferrovie dello Stato, che già le controllavano dall’armistizio del 1918. Molti ferrovieri di lingua tedesca nel frattempo s’erano organizzati nel Sindacato Ferrovieri Italiani (SFI).
Di lì a breve la fratellanza italotedesca sarebbe stata travolta dall’ondata reazionaria fascista: i tedeschi espulsi verso nord, gli italiani oppositori del regime licenziati. E i tedeschi che fine fecero?
* Utilizziamo il termine “tedeschi”, dizione in uso in quegli anni, ad indicare i lavoratori austriaci originari del Tirolo.














