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VERTENZE CUB TRASPORTI: ferie personale mobile.

Continuano i problemi relativi alle prenotazioni ferie del personale mobile. La modifica unilaterale del sistema di prenotazione/concessione con il passaggio dal cartaceo al sistema telematico ha, in definitiva, vincolato la concessione di un diritto del lavoratore alle esigenze produttive aziendali. Nonostante lo sforzo aziendale (e dei sindacati confederali) nel far passare questa nuova procedura come un semplice cambiamento formale, era evidente la “stretta” che vi si celava dietro. Il discorso è molto semplice: con il nuovo sistema l’azienda ha unilateralmente definito delle quote giornaliere a disposizione dei lavoratori molto basse abolendo il conteggio del 26% di scorte (ora disponiilità con IVU Rail) per la copertura di ferie, assenze e malattie. Questa percentuale rispettava lo storico delle assenze per malattia aggiungendo una quota ferie sufficiente allo smaltimento delle ferie spettanti. Per decenni nessun problema è stato mai riscontrato con la soddisfazione dei lavoratori e con la possibilità per gli Impianti di gestire al meglio le assenze. Con IVU Rail (il nuovo sistema di prenotazione ferie ne è figlio leggittimo) tutto cambia: sparisce questa percentuale (26%) di disponibilità con l’azienda che, per gestire la produzione quotidiana (e le mancanze di personale) abbassa drasticamente le disponibilità (scorte con il turno collettivo) usando, in pratica, il personale che prima da disponibile copriva le assenze ai treni. La conseguenza è una quota ferie ridotta e, in più, una ulteriore rigidità nella concessione ferie anche in presenza di quota disponibile. In pratica hanno abbassato le quote ferie e hanno reso la concessione vincolata alle esigenze produttive della gestione ordinaria. Succede pertanto che: la concessione ferie all’interno delle quote disponibili viene rispettata per i mesi in cui i lavoratori non hanno il turno, in modo da costruirci poi il turno sopra con risultato di far sfogare le ferie senza ripercussioni sulla produzione; nel mese con il turno consegnato anche se ci sono quote disponibili la concessione non avviene automaticamente (come dovrebbe essere) ma viene bloccata in modo da gestire la concessione fuori dal sistema, tramite l’impianto, che le concede in base alle mancanze di personale. Una doppia beffa, anzi tripla: 1) già l’impostazione generale (quote, prenotazione ferie “al buio” senza turno) vincola un diritto alla produzione. 2) nel mese in cui il lavoratore può gestire meglio le proprie ferie avendo il turno il sistema viene bloccato e tutto è, in pratica, a discrezione dell’impianto. 3) risultano grosse quantità di ferie “rosse” da smaltire, come ammesso dalla stessa Holding FS con comunicazione a Trenitalia, ulteriore conferma dell’insufficienza delle quote ferie giornaliere. Anche questo elemento (ferie da smaltire) alla fine grava su tutto il sistema perchè il posto per queste ferie viene trovato a scapito dei lavoratori (bloccando la concessione diretta delle ferie) e col minimo impatto sulla produzione. Quando nel 2010 venne presentato il programma IVU Rail fra il giubilo aziendale ed la solita propaganda dei sindacati firmatari, si voleva far credere ai lavoratori che si trattava di un normale progresso tecnologico e che, la vergogna non ha limiti, “ormai FS ha speso i soldi per questo programma e dobbiamo tenerlo”. Chi era contro, noi fra quelli ovviamente, veniva tacciato di pressapochismo e di fare previsioni non corrette. Ebbene, che le nostre previsioni fossero corrette lo dice la storia e tutto ciò che il personale mobile sta sopportando da anni. Hanno usato IVU per deprimere e tagliare gran parte della normativa di lavoro e, in definitiva, per scaricare sui lavoratori le esigenze di produzione. La questione ferie è uno di questi elementi. Chiudiamo aggiungendo che, non contenti della loro sfacciataggine, in alcuni Impianti (quelli toscani DPLH) i firmatari hanno avuto l’ardore di firmare appositi accordi sulle ferie che, come loro costume, certificano tutte le azioni unilaterali aziendali. Basta dire che si sono accordati per quote ferie sotto il minimo matematicamente necessario alla concessione di tutte le ferie annuali e che hanno certificato che la produzione viene prima di un diritto abbassando le quote nei giorni di sabato e domenica (maggior produzione). Ormai i sindacati confederali sono come il prete confessore: confessano e assolvono le forzature aziendali.
Su questo, come CUB Trasporti, abbiamo ripetutamente scritto e trovate la nostra ultima lettera QUI. Porteremo avanti la vertenza, anche nelle sedi istituzionali opportune, per ripristinare un sistema che garantisca la fruizione di un diritto del lavoratore.