TAGLIO TRENI SERVIZIO UNIVERSALE: Il documento del ferrovieri CUB Trasporti

LEGGI IL DOCUMENTO. Le considerazioni che seguono sono circoscritte alla dismissione del servizio Base\Universale di Trenitalia ma si tratta di un epilogo collegato al progetto complessivo di privatizzazione e smantellamento di FS, ormai in
corso da diversi anni, che come da noi sempre denunciato, sta danneggiando lavoratori e cittadini utenti.
Uno degli auspici più ricorrenti fra gli amministratori locali e di governo riguarda il rilancio di una mobilità
sostenibile. Un auspicio che si scontra però con una realtà molto diversa e che, nelle scelte aziendali e
ministeriali, tende a circoscrivere il servizio ferroviario a media e lunga percorrenza nell’ambito dell’Alta
Velocità. E’ di questi ultimi giorni la notizia di ulteriori tagli, dal prossimo gennaio, nei servizi IC e ICN.
Da tempo assistiamo ad una lenta emorragia di treni in questo settore nonostante la domanda non sia mai
venuta meno per una serie di fattori riconducibili alla centenaria tradizione nell’utilizzo dei treni a
media/lunga percorrenza che hanno l’evidente pregio di collegare capillarmente la miriade di importanti città
che compongono la penisola. Ridurre progressivamente il servizio ferroviario a mero collegamento fra le città
piu importanti (tramite l’Alta Velocità) significa tagliare fuori decine di centri produttivi, comprensori molto
popolati e limitare fortemente il diritto ad una mobilità facilmente fruibile di diversi milioni di cittadini.
In una società ormai evidentemente caratterizzata dalla mobilità interregionale e fra nord e sud, il taglio dei
servizi IC/ICN risulta essere un problema urgente e non rinviabile.
Gli IC Andrebbero anzi in determinate linee e fasce orarie molto aumentati; sulla FI-BO ad esempio in certe
fasce non c’è alternativa all’AV con prezzi elevati o alla lenta corsa dei regionali, mentre gli IC della mattina,
già quasi interamente eliminati, consentivano un collegamento economico ed efficaci.
Purtroppo l’aspetto sociale e universale del trasporto ferroviario viene derubricato in favore di meri conti
economici che poco hanno a che fare col diritto costituzionale alla mobilità e, soprattutto, risultano
chiaramente strumentali quando dalla gestione stessa del servizio traspare la volontà di abbatterlo. Volendo
scendere sul piano della sostenibilità economica, che dovrebbe comunque rientrare nelle funzioni di uno stato
moderno, non si può non denunciare il fatto che alcuni treni, sbrigativamente dichiarati non remunerativi,
siano caratterizzati -in realtà- da una programmazione oraria non aderente alla domanda, dalla mancanza di
fermata nelle principali città che tocca, nella troppa vicinanza oraria con treni simili e dall’assoluta mancanza
di servizi accessori (ristoro ad esempio) forniti ai viaggiatori. E’ evidente come questi treni, finiti sotto la
scure dei prossimi annunciati tagli, non siano “improduttivi” in se ma vengono resi tali strumentalmente.
Si parla di treni che, oltre fornire un servizio a lunga percorrenza, servono centinaia di pendolari sulla media
percorrenza con un notevole ricambio di viaggiatori lungo il percorso. Identico discorso per il segmento dei
treni notte che ha già subito un forte ridimensionamento negli anni nonostante alti tassi di frequentazione
soprattutto nelle relazioni nord-sud e fra i principali centri turistici.
È inoltre evidente l’attuale inadeguatezza di collegamenti fra località periferiche, cosa collega chiusi con
Parma? o Terontola con Ferrara? cosa prende uno che arriva la sera alle 22 a Fiumicino per tornare a Firenze?
o deve essere a Malpensa alle 8.00 di mattina?
In definitiva chiediamo di rilanciare e tutelare un servizio ferroviario -cosiddetto Universale- dalle grosse
funzionalità di servizio per la collettività e dalle grandi potenzialità economiche, come perfetta integrazione
con trasporto regionale e complemento con quello ad Alta Velocità.
Purtroppo decisioni “politiche” ignorano questi fatti in favore di un servizio d’élite che strutturalmente non
può dirsi universale. Le ricadute di tali decisioni sarebbero gravi per l’utenza e per tutto l’indotto lavorativo.
Respingiamo con forza questo stato di cose e chiediamo un equo rilancio del servizio IC/ICN a beneficio della
collettività e di tutti i lavoratori coinvolti.