SCIOPERO GENERALE TRASPORTI: IL CORO STROZZATO DEI SERVI E DEI MODERNI SQUADRISTI

LEGGI IL COMUNICATO CUB TRASPORTI AIRCREWCOMMITTEE. Non si sa se fa più pena o rabbia il coro che si è sollevato ieri da parte di chi si è affrettato ad invocare ulteriori restrizioni al diritto di sciopero in Italia, a fronte della giornata di lotta effettuata in tutto il comparto dei trasporti e proclamata dalla Cub Trasporti e da numerose altre OO.SS. di base ed autonome. Renzi, il Ministro dei Trasporti Delrio, il Presidente della Commissione di Garanzia Passerelli, la Segretaria Generale della Cisl Furlan e tanti altri invocano un giro di vite delle norme relative all’esercizio del diritto di sciopero. La Segretaria della Cgil Camusso nel dichiarare l’incomprensibilità dello sciopero in Alitalia “visto che bisogna pensare al suo risanamento” (…la “compagna” Susanna fa finta di non sapere che proprio ieri i Commissari AZ hanno definitivamente “certificato” e imposto il taglio di 1400 dipendenti in Alitalia, da gestire con la Cigs anche a rotazione e a zero ore per 317 dipendenti!), ha invocato addirittura l’approvazione di una legge sulla rappresentanza da articolare con la norma sulle limitazioni del diritto di sciopero, per limitarne l’esercizio al suo e pochi altri sindacati e per negarlo al sindacalismo di base. ALTRO CHE “SINDACATINI”..: SI MOBILITA L’INTERA CATEGORIA Tutto questo è inaccettabile. Possibile che nessuno dei suddetti rappresentanti istituzionali e sindacali si ponga il problema di capire come mai alcuni presunti “sindacatini” riescano a mobilitare le masse su piattaforme chiare e condivise? VERGOGNA! CGILCISLUILUGL, GOVERNO E ALCUNI PARTITI ALL’ASSALTO DEI LAVORATORI La realtà è che ormai in Italia (…e non solo!) esiste una vera crisi di rappresentanza politica, istituzionale e sindacale da parte di CgilCislUilUgl: ormai è insostenibile quanto il Governo, i principali partiti (PD in testa…ma anche altri!) e ”i soliti noti” sindacati concertano insieme ai padroni, per smantellare diritti, salari e democrazia. BASTA! EMBLEMATICO QUANTO SUCCEDE IN ALITALIA E NEL TRASPORTO AEREO Da questo settore è partito l’appello per tutto il comparto dei trasporti (…presto sarà formulato all’intero mondo del lavoro!) per respingere l’assalto alle condizioni di chi lavora: il Trasporto Aereo non è in crisi ma da anni la categoria è chiamata a pagare un prezzo elevatissimo in termini occupazionali (22 mila lavoratori licenziati!), salariali, normativi e di precarizzazione diffusa, oltre che in termini di abbattimento delle clausole di sicurezza e tutela della salute degli addetti. ANCHE IL PRESIDENTE PASSERELLI SI SCHIERA CON I PADRONI Dopo lo Sciopero Generale dei Trasporti del 16.6.2017 IL CORO STROZZATO DEI SERVI E DEI MODERNI SQUADRISTI E’ significativo il vergognoso intervento del Presidente della Commissione di Garanzia che, nulla ha detto, seppur sollecitato dalla Cub Trasporti, in merito alle illegali comandate AZ per circa 2300 lavoratori in occasione dello sciopero del 16.6.2017 (…il triplo del numero consentito dalla legge 146/90 e dalla lege 83/00), né sui comportamenti liberticidi e discriminatori messi in atto da parte del management della ex-Compagnia di Bandiera, pur di boicottare la mobilitazione. Il Presidente Passerelli si è affrettato invece ad invocare il legislatore affinché metta mano alla norma e inasprirla pur di bloccare i tentativi di alzare la testa da parte dei lavoratori: ASSURDO, VERGOGNOSO E INACCETTABILE. Ecco il compito del “Garante” sugli Scioperi…si esprime per sollecitare una stretta sul diritto di sciopero!!! Il “difensore” con la scusa del diritto alla mobilità dei cittadini, promuove e tutela le istanze istituzional-padronali. VERGOGNA !!!! I “SOLITI NOTI” SINDACATI, PALADINI DELLA CROCIATA ANTI-SCIOPERO Altresì paradossale è il pronunciamento dei “soliti noti” leader sindacali, che non si limitano a prendere atto di aver perso il consenso tra i lavoratori per quanto fatto finora, anche in occasione della pessima figura sul Referendum in Alitalia e al conseguente ripensamento rispetto ai contenuti dell’Accordo da loro sottoscritto il 14.4.2017 al Mise (…in particolare la Camusso!), poi bocciato dalla categoria, ma si propongono suggeritori di un restringimento delle libertà sindacali. SCOPRIAMO I “GIOCHETTI”: SI PUBBLICHI IL BILANCIO DI ALITALIA DEL 2016 Per restare alla vertenza Alitalia, che nella sua emblematicità ha favorito che detonasse lo sciopero di ieri nei trasporti, le esternazioni sindacal-istituzionali-politiche assumono un aspetto ancor più sinistro dopo l’articolo pubblicato il 17.6.2017 sul sito www.ilsussidiario.net, a firma del prof. Ugo Arrigo, peraltro intervistato in pari data da Radio24, in ordine alla mancata pubblicazione del bilancio del 2016 della ex-Compagnia di Bandiera e la poco chiara decisione del Tribunale di Civitavecchia che ha stabilito lo stato di insolvenza della stessa Alitalia. A questo punto sono diverse le domande che necessitano di una risposta tempestiva: come è stato accertato lo stato di insolvenza di Alitalia? Perché non viene pubblicato il bilancio del 2016? Cosa ha prodotto l’eventuale dissesto finanziario in Alitalia? Perché i Commissari insistono con il taglio dei costi del personale che con tutta evidenza non è il problema? Questa situazione a chi giova? QUANTI SONO QUELLI CHE RECITANO LA STESSA PARTE IN COMMEDIA? OLTRE A GOVERNO, SINDACATI E AZIONISTI, ORA SI AGGIUNGE LA MAGISTRATURA ? I 3 Commissari, su mandato del Governo, si ostinano a tentare di realizzare lo stesso piano respinto dalla categoria e dettato da interessi speculativi dannosi per i lavoratori ed i cittadini: il Trasporto Aereo ed Alitalia sono beni collettivi e non possono essere liquidati per favorire le privatissime tasche di pochi. CGILCISLUILUGL PRIVI DI INIZIATIVA E CONTROPROPOSTE In tale contesto, comunque, appare sempre più colpevole la mancanza di una strategia sindacale da parte di CgilCislUilUgl in grado di formulare una controproposta credibile e praticabile al ridimensionamento di Alitalia ed alla pretesa datoriale di scaricare, per la terza volta in 10 anni, la ristrutturazione della ex-Compagnia di Bandiera sulle casse pubbliche, mentre impiega i naviganti assorbendo i loro riposi in contrasto con le normative comunitarie e nazionali, dichiara esuberi e chiede ammortizzatori usando denaro pubblico. NON BASTA “NON” FIRMARE LA CIGS..: SERVE UNA RISPOSTA NETTA E DECISA Come già successo nel 2014, quando la Cgil non firmò gli accordi di licenziamento, non basta il sindacato non avalli lo scempio: è urgente una presa di posizione forte e determinata anche da chi finora è rimasto a guardare !!! Non esistono scorciatoie. Solo il coinvolgimento totale della categoria può dare prospettive diverse al disastro industriale annunciato. LA STRADA È TRACCIATA E STAVOLTA INDIETRO NON SI TORNA: PRESTO I LAVORATORI SI RIPRENDERANNO QUANTO È STATO LORO SCIPPATO !!!
Roma 17.6.2017 CUB TRASPORTI – AIRCREWCOMMITTEE