RINNOVO CCNL: Sedotti e abbandonati..

SEDOTTI E ABBANDONATI.  Credevamo di aver visto tutto ma, non che la cosa ci meravigli, urge ora analizzare una nuova frontiera del sindacalismo confederale: la sindrome dell’abbandono. Nella lettera inviata ad FS del 19 ottobre scorso traspare tutta la subalternità del sindacalismo firmatario e autodefinitosi rappresentativo nei confronti del padrone colpevole, secondo gli scriventi, di trascurarli. Quella frase ‘la lunga fase di assoluto silenzio’ che precede la richiesta di ‘contattarci a breve’ descrive l’angoscia che si prova nell’aver perso un punto di riferimento, una costante nella vita quotidiana, quasi un affetto tradito. Abbiamo spesso denunciato il disinteresse dei confederali verso le istanze dei lavoratori (contenute in una piattaforma creata tramite assemblee autoconvocate), abbiamo sempre sottolineato il loro consociativismo ai danni dei lavoratori che pretendono di rappresentare, li abbiamo condannati per la celerità nell’accontentare la parte che dovrebbe essere a loro avversa. Ma ora, forse, dobbiamo ridefinire il nostro giudizio, non perché errato o irrealistico ma semplicemente perché scopriamo una vera e propria sofferenza sentimentale, un’improvvisa solitudine creata da chi, l’azienda, li ha lungamente sedotti allontanandoli dal tetto coniugale che dovrebbero dividere coi lavoratori, per poi abbandonarli sotto una cappa di ‘assoluto silenzio’.
Nonostante l’umana solidarietà non possiamo non sottolineare uno svarione contenuto nella lettera e forse dettato dalla confusione del momento: ‘ritardo eccessivo rispetto le legittime aspettative dei lavoratori’. Ecco, viste le bozze contrattuali venute fuori, parlare di legittime aspettative dei lavoratori risulta grottesco e pure poco elegante ma, si sa, le lettere scritte dopo un abbandono non brillano mai per lucidità.