MOBILITAZIONE RINNOVO CCNL: Comunicato stampa attivisti CUB-CAT-USB Toscana su lavoro a normativa

Nei giorni scorsi abbiamo letto sulla stampa di uno “sciopero bianco” attuato dal personale mobile (capitreno e macchinisti) di Trenitalia che, a detta di un’associazione di consumatori, starebbe provocando interruzioni di pubblico servizio. Questa descrizione dei fatti è totalmente non corrispondente alla realtà, fortemente offensiva per i lavoratori e, ancor più grave, ha scatenato sul web una sorta di caccia alle streghe decisamente pericolosa e fuori luogo. Abbiamo a più riprese cercato di informare e coinvolgere gli utenti del servizio ferroviario, in particolare lavoratori e studenti pendolari, perché sono coloro, insieme a noi ferrovieri, su cui ricadono le conseguenze delle condizioni che da anni denunciamo circa le allarmanti mancanze di personale in Trenitalia, sia nel trasporto regionale che in quello a media-lunga percorrenza. Per questo, per noi e per i ferrovieri coinvolti, è assolutamente inaccettabile leggere affermazioni offensive e richieste di licenziamento da chi parla mosso da chiari scopi propagandistici, creando un clima di potenziale pericolo per i lavoratori, del quale si assumerà tutte le responsabilità. La realtà dei fatti è molto semplice: in Trenitalia da anni il servizio si regge esclusivamente sul lavoro straordinario del personale che, già contrattualmente, subisce condizioni lavorative pesanti tanto da portare l’aspettativa di vita molto al di sotto della media nazionale. Dopo anni questa situazione è diventata insostenibile per i ferrovieri, per la loro salute, per la loro sicurezza personale (aggressioni) e per la vita familiare. Per quanto ci riguarda, come attivisti sindacali, da sempre (non da ora) ci battiamo per il rispetto dell’orario di lavoro (già di per sé assai pesante) e delle normative, a tutela della sicurezza del trasporto e della qualità del servizio.
Ma è nato dai lavoratori, dalle assemblee, da Rsu, in modo autonomo e spontaneo, l’impegno a rispettare le norme contrattuali ed i turni di servizio comandati dall’azienda. Se qualcuno ha riscontrato in questo un vulnus rispetto al diritto alla mobilità, dimostra di conoscere poco la realtà che intenderebbe descrivere e, soprattutto, i più elementari principi democratici e del diritto. Chi riporta dichiarazioni e scrive di questi argomenti dovrebbe farlo colpendo i problemi e individuando la loro vera causa, non chi li espone: sarebbe bastato dare una rapida lettura alle motivazioni degli scioperi fin qui indetti per poter parlare ed agire con cognizione di causa. Abbiamo letto di migliaia di certificati medici che, secondo i dati riportati sulla stampa, supererebbero di quattro volte il numero totale dei lavoratori addetti al servizio! Così come di richieste di precettazione o di intervento della Commissione di garanzia: ci piacerebbe sapere come si fa a precettare chi svolge regolarmente il proprio lavoro. Già questo basta per dare la misura dell’attendibilità di tali affermazioni. In ogni caso, i lavoratori hanno il nostro pieno appoggio riguardo a decisioni che tutelano diritti, salute e sicurezza collettive che siamo pronti a difendere in ogni sede opportuna, anche nel caso venisse a mancare la necessaria rettifica alle dichiarazioni fin qui emerse. E i viaggiatori, i pendolari e i comitati che li rappresentano hanno tutto il diritto di pretendere a gran voce treni in orario e numero di carrozze sufficienti e dignitose e denunciare la violazione di questo diritto da parte di chi ne ha la vera responsabilità.