DOCUMENTI: STRAGE DI VIAREGGIO, SENTENZA E’ FATTA..

Dobbiamo toglierci il cappello dinanzi i giudici di Cassazione. Chapeau! Era nell’aria che il padrone delle FS, Mauro Moretti, la facesse franca. Lo temevamo perché troppa la necessità che le istituzioni salvassero la figura posta con mandato a svolgere un compito di trasformazione del trasporto su ferro. Temevamo la pressione dei poteri forti sui giudici di Cassazione. Ma ci attendevamo capriole di sottigliezze giuridiche per piegare il diritto a quello scopo e invece questi giudici ci hanno sbalordito. Per salvare Moretti hanno assolto tutti e tutto. Sono entrati nella sentenza di Appello spazzandola via, hanno azzerato l’aggravante dell’incidente sul lavoro. E così facendo viene meno una faticosa costruzione che si faceva strada avendo a fulcro il Testo unico della Sicurezza sui Luoghi di Lavoro, come centralità delle lavorazioni rispetto alle conseguenze sul mondo anche esterno. Il mondo che vorrei. La condanna di omicidio decade, restando solo l’accusa di disastro ferroviario da ridiscutere in appello. Serviva coraggio e spudoratezza per fare una cosa del genere. I giudici l’hanno avuto. L’attacco è stato frontale. Come sfrontatezza ha avuto in questi lunghi 11 anni la politica, sostenendo Moretti in tutti i vergognosi modi possibili: con nomine, buonuscita milionaria, cavalierato, dichiarazioni di appoggio e sfiducia nella magistratura che allora lo perseguiva, ecc. Sindacati silenti e asserviti al regime.  E i ferrovieri? Dove sono? L’esempio di Riccardo Antonini, licenziato per mancata fedeltà al padrone anche omicida (norma fascista), non è bastato purtroppo a “spoltrire le volontà” dei lavoratori ed a mettere a fattore comune l’assoluta prevalenza della sicurezza sugli altri aspetti del lavoro. I tribunali non arridono a coloro che non appartengono ai poteri forti e che raccolgono al loro interno soltanto le miserie umane. Piacenza, Crevalcore, Viareggio, Moby Prince, Thyssen Krupp, Casale Monferrato, Rigopiano, torre di Genova. Un unico filo conduttore di ingiustizie disumane. È necessario che i lavoratori combattano per salvaguardare la propria ed altrui sicurezza, a testa alta, a costo di pagare prima un conto salato in termini di sanzioni disciplinari, piuttosto che pagare dopo un conto fatto di sangue.

8 gennaio 2021