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DOCUMENTI: CUB TRASPORTI, SGB: INACCETTABILI PREPOTENZE

Il fatto: Luciano Ciriello, macchinista di Bologna da 38 anni e RLS, chiede visita a tutela delle proprie condizioni di salute; dopo accertamento sanitario certificato dall’Ausl l’esito è l’idoneità alla mansione con esonero dai servizi notturni. Provvedimento legittimo, previsto dalle leggi che tutelano la salute dei lavoratori (DLeg.81/08), tutt’altro che ostativo ad un proficuo utilizzo, visto che la pratica delle sostituzioni a richiesta o degli spostamenti di turno è quotidiana (nonché prevista già per molti protocolli, tipo il rientro dalla maternità) e la produzione del TMR lo consente ampiamente. Del resto, a causa delle carenze di organico in pressoché tutte le unità produttive, è saltato da tempo il rispetto del turno ed è ormai consuetudine la modifica dei turni ai fini di estorcere la massima produttività anche attraverso l’incentivazione economica degli straordinari a discapito della salute dei lavoratori dell’occupazione. Inoltre, il problema sollevato mette a nudo le pesanti ripercussioni della riforma delle pensioni del 2012, non affrontato da nessun governo, che ha di colpo causato anche per il personale dei treni lo slittamento di anni dell’accesso alla pensione. La dirigenza Trenitalia-TPer decide invece il demansionamento, a nome del dirigente Castagnetti, confinando Luciano a imbustare documenti per “per un Suo proficuo impiego”. Questo atteggiamento inaccettabile contro la dignità della persona prende non a caso di mira un lavoratore da tempo impegnato nella tutela dei lavoratori. L’azienda che pochi giorni fa ha colpito Ciriello non è nella sostanza diversa da quella che negli anni passati ha colpito chi osava opporsi alle prepotenze, con sanzioni e licenziamenti. Chi ha il coraggio di reclamare i diritti propri e degli altri lavoratori viene considerato come fuori sintonia e come tale deve essere opportunamente trattato, addomesticato o infine umiliato. Un ulteriore avvertimento verso chi non è disposto a subire le storture che genera il sistema, tanto più se rivolto contro chi come RLS non ha mai abdicato al proprio ruolo. La colpa di Ciriello, evidente, è quella di indicare una via di autoprotezione che non si arresta ai confini interni all’azienda (che facevano rimbalzare le richieste) ma di uscire verso l’esterno, dove giudizi terzi sconfessavano il muro aziendale. L’obiettivo aziendale è scoraggiare dunque tutti i lavoratori dal reclamare lo stesso diritto, indurli a non richiedere provvedimenti e interventi nemmeno a salvaguardia della propria salute. Non si tratta solo di un atteggiamento autoritario e vessatorio, intollerante verso chi osa mettere in dubbio il potere, ma anche di una precisa strategia che ormai da decenni ha come mira lo smantellamento dei diritti dei lavoratori e che accelera sempre di più. L’imperativo è comprimere tutti i diritti conquistati: dallo Statuto dei lavoratori, alle pensioni, alla sanità, al diritto allo studio. Tutto ruota sulle necessità del capitale di carpire quote sempre maggiori di valore direttamente da chi la produce. Ferma e decisa la condanna di queste Organizzazioni Sindacali verso l’atteggiamento sprezzante di certi dirigenti, che agiscono anche in spregio alle leggi e alla dignità delle persone e che usano la loro posizione come mezzo di oppressione per chi osa reclamare i propri diritti. Difendere Luciano significa difendere il diritto di replicare lo stesso legittimo operato da parte di tutti i lavoratori nelle medesime condizioni. Siamo accanto a Luciano e a tutti coloro che chiedono il rispetto dei diritti, a tutela della salute e della dignità. Chiediamo il ritiro immediato dell’odioso provvedimento di demansionamento.

24.2.2021 CUB Trasporti – Confederazione Unitaria di Base [email protected], [email protected]

SGB ferrovieri – Sindacato Generale di Base [email protected]