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DOCUMENTI: CUB TRASPORTI AIRCREWCOMMITTEE, ALTRO CHE DIRITTI..SONO PRIVILEGI!

Avremmo voluto non fosse vero quanto ultimamente Report ha svelato: l’11 luglio 2017, in una Alitalia ormai commissariata per volontà del bilioso Calenda, inferocito che lacategoria aveva sventato l’ennesima intesa a perdere, le sigle firmatarie ottenevano complessivamente15.788 giornate l’anno di permesso sindacale, tra cui spiccava la “concessione” di 3432 giornate annue per ciascuna delle sigle mainstream ( ovvero Cgil, Cisl, Uil ed Ugl), quindi circa 12 volte quanto stabilito dallo Statuto dei Lavoratori (considerando che l’organico di Alitalia era di circa 10.500 dipendenti nel 2017, per l’art. 23 della L.300/70 sarebbero state non oltre 300 le giornate l’anno di permesso sindacale a disposizione di ciascun sindacato da distribuire ad un massimo di 25 rappresentanti per sigla). Per non parlare poi delle modalità di retribuzione di tali giornate per i sindacalisti del settore dei naviganti: 3,8 ore di volo “fittizie” per ciascuna giornata fino ad un massimo di 90 ore mensili, da aggiungersi a 42 Euro di diaria (ovvero rimborso per spese…del pasto!) per ciascuna giornata di permesso sindacale. Data la situazione alcune domande sono inevitabili:
• Perché gli accordi sindacali sui permessi non sono stati resi pubblici e discussi con la categoria che
nel frattempo, dopo il sacrificio della tredicesima e il mancato adeguamento degli stipendi, subiva
anche il blocco degli scatti di anzianità?
• Qual è il lavoro svolto dai sindacalisti con le circa 16 mila giornate di permesso sindacale l’anno
dal 2017 ad oggi?
• E’ eticamente e politicamente accettabile che mentre la categoria subisce la cigs e altri sacrifici (a
proposito sarebbe corretto sapere anche quante giornate di sospensione in cassintegrazione
hanno i sindacalisti a terra e a volo), una azienda commissariata arrivi a spendere fino a 10 MLN
di euro per i permessi sindacali?
E’ ORA DI RIDARE TRASPARENZA E NOBILTÀ ALL’ATTIVITÀ SINDACALE
E’ dal 1995 (dopo il Referendum sull’art.19 della L.300/70) che le aziende, più di quanto riuscivano a fare prima, si scelgono gli interlocutori sindacali, non sempre sulla base dell’effettivo radicamento, con l’obiettivo di imbrigliare e imbavagliare la libera iniziativa dei lavoratori (…è questa l’ottica dell’accordo interconfederale del 10.1.2014 detto Testo Unico sulla Rappresentanza): è evidente che non si può e non si deve restare a guardare MENTRE SI CONSUMA UNA REALE TRAGEDIA ECONOMICA, INDUSTRIALE E SOCIALE NEL NOSTRO PAESE E NON SOLO.
L’art.17 della L.300 del 1970, ovvero lo Statuto dei Lavoratori, dice che “è fatto divieto ai datori di
lavoro e alle associazioni di datori di lavoro di costituire o sostenere, con mezzi finanziari o altrimenti, associazioni sindacali di lavoratori”: a quel tempo, in un’epoca di conquiste e di miglioramento delle condizioni salariali e di lavoro, veniva bandita la costituzione di sindacati di comodo (detti sindacati gialli). Sono passati 50 anni e tale divieto è ancora valido ma ciò che accade lascia pensare che siano numerosi coloro che fingono di non sapere, di non vedere e di non sentire.
La realtà è che l’impoverimento salariale, il peggioramento normativo, l’aumento della precarietà, i
contratti a perdere, la cancellazione delle tutele della salute collettiva e tante altre “modernità” non siano solo il frutto dell’indebolimento e della sconfitta del mondo del lavoro ma anche il risultato di una arrendevolezza dei maggiori sindacati italiani, spesso paghi di assicurarsi l’autoconservazione, se non veri e propri privilegi, frutto anche di “intese” effettuate all’insaputa dei lavoratori e mantenute segrete.
Cub e ACC a breve organizzeranno una PETIZIONE DEI LAVORATORI ALITALIA SAI IN A.S. affinchè:
1) Nessun accordo dovrà essere stipulato senza il consenso preventivo della categoria e nessuna intesa sindacale potrà essere sottoscritta e applicata senza che sia effettuato un referendum preventivo dei lavoratori; 2) nessun accordo sindacale dovrà consentire di derogare alle disposizioni di legge (art. 2112 del Cod.Civ.) sulla tutela occupazionale nel passaggio delle attività di Sai in A.S. in ITA.

AIRCREWCOMMITTEE – CUB TRASPORTI