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COMUNICATI: COMUNICATO CUB TRASPORTI SU MERCITALIA

LEGGI IL COMUNICATO.  Giovedi 7 giugno, in due incontri separati –il primo con FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, UGL TAF SLM, Fast Confsal, il secondo con Or.S.A, Mercitalia Rail ha annunciato che il calo del traffico nazionale del trasporto merci è dovuto essenzialmente (per il 2018) a diversi fattori, “tra i quali l’indisponibilità della rete, gli eventi climatici avversi e la difficoltà di traffico sulla rete ferroviaria francese“. A leggere queste dichiarazioni, verrebbe da ringraziare MIR che ci regala finalmente dei sorrisi in questi tempi dove i dipendenti si recano a lavoro con l’elmetto pronti ad affrontare la quotidiana disorganizzazione, ci mancava “il destino cinico e baro”!. Come non sorridere infatti di fronte ad espressioni come “l’indisponibilità della rete” (l’hanno rubata?), oppure veder dare colpa agli eventi climatici (cavolo! Proprio oggi che volevo andare al mare si mette a piovere!). Che dire invece della trovata sulle difficoltà di traffico sulla rete ferroviaria francese? Mentre i firmatari si fanno raccontare la solita favoletta semestrale senza battere ciglio, è evidente che la realtà è altrove e bisognerebbe uscire dalla blindatura confederale per vedere le carte e la reale situazione. Se infatti consideriamo il trend del trasporto merci su ferro dove l’unico incremento di rilievo appartiene al traffico delle imprese ferroviarie private (incremento del 7%), si capisce molto bene che le cause del calo del trasporto MIR risiedono nelle scelte aziendali -avallate dai firmatari- che mirano all’abbattimento dei diritti, del costo del lavoro e della produzione con continue cessioni. Altrimenti perchè uscire da Trenitalia? Il rilancio sbandierato poco più di un anno fa dov’è finito? Continuiamo ad assistere alla chiusura di impianti equipaggi e manutentivi, ed alla cessione di contratti di trasporto a FerCargo, che ringrazia. Interessante il silenzio-assenso di CGIL, CISL, UIL (avevano firmato la delega alla FAST?) e la differenza tra le note FAST e Or.S.A. Molto elusivo e inconcludente il primo –un reportage degno di un cronista “embedded”- più dettagliato il secondo, sennonchè troviamo dei passaggi discordanti sugli impianti manutentivi (Trenitalia sta dismettendo i propri e non internalizza un bel niente) e sugli impianti in genere, dove si pensa giusto a ricollocare il personale degli impianti in chiusura, visto che oramai le aziende quando decidono di chiudere “non è possibile fare niente”.  Di notai delle decisioni aziendali non abbiamo bisogno e l’unica cosa che non peggiora mai in Mercitalia (e in FS in generale) sono i loro tavoli per incontri in cui il padrone comunica il verdetto.  Tutto questo deve non solo far riflettere i lavoratori, ma indirizzarli sull’unica via possibile: quella di tentare di cambiare le cose. “Essere nel gruppo”, infatti, non è sufficiente.
Riflettiamo, è già troppo tardi!