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COMMENTI: COMUNICATO STAMPA CUB TRASPORTI SU TRENORD

IL FORTINO TRENORD. Documentiamo da anni il fallimento dell’operazione Trenord che continua a scaricare su cittadini e lavoratori i costi di un progetto di esclusivo stampo politico. La lista di scandali, incidenti, disservizi è difatti lunghissima ma è la pervicacia con la quale si cerca di tenere in vita questo nefasto sistema a non essere più accettabile. L’ennesimo flop dei mesi scorsi sembrava aver cambiato gli intendimenti governativi ma, evidentemente, il costo elettorale era troppo gravoso per poter dire basta. E di nuovo lo Stato, tramite Trenitalia, corre in soccorso del moribondo; sebbene, per contrasti di controllo proprietario, lo stia facendo con la concessione degli spiccioli al malaticcio figliastro lombardo. Di nuovo il piano d’emergenza messo in atto dall’azienda lombarda si riduce ai tagli dei servizi, alle spremiture del personale e all’attesa di nuovi treni (che paga il pubblico) ma nessuna capacità di porre mano al fulcro del servizio e della sicurezza ferroviaria: la manutenzione. Proprio la scadente manutenzione è la più palese dimostrazione di come l’interesse industriale sia preminente sulla sicurezza e sul servizio reso. Ma siccome al peggio non c’è mai fine la cronaca di questi giorni registra il rifiuto dei vertici Trenord alla richiesta da parte di un consigliere regionale lombardo di visitare le officine a seguito -guarda caso- delle conclamate deficienze manutentive ripetutamente denunciate in quest’ultimo caso da Orsa Ferrovie. Ebbene un’azienda che svolge un servizio pubblico, controllata al 50% dallo Stato tramite Trenitalia e al 50% da LeNord a sua volta praticamente controllata dalla Regione (e quindi dallo Stato) si può permettere di chiudere i cancelli ad un rappresentante della Regione e quindi dei cittadini. Crediamo sia l’ennesima conferma di quello che diciamo da tempo: non esiste né in teoria ne in pratica una ragione per perseverare con questa farsa. Lo scorporo del trasporto ferroviario lombardo e il suo affidamento ad una società mista, creata ad hoc mascherando il primo passo verso la privatizzazione e appetiti di collocamento elettorale, ha provocato corposi tagli al servizio e ai diritti dei lavoratori (con il consenso dei sindacati confederali), ed è funzionale al processo di più completa privatizzazione del trasporto. Se questo processo non verrà interrotto, seguiranno altri scorpori, come il prossimo venturo in Emilia Romagna ad esempio che -purtroppo- sta seguendo lo stesso percorso lombardo con un Trasporto regionale e di base strumentalmente poco efficiente, che contribuisce a dimostrare il paradigma della necessaria conversione verso le privatizzazioni. Trenord deve rimanere un triste ricordo ed il trasporto deve tornare sotto la diretta gestione pubblica con standard elevati per i cittadini e per i ferrovieri. Il governo non può più limitarsi ai pannicelli caldi ma deve intervenire facendo seguire i fatti alle parole, diversamente sarebbe complicità!
Coordinatore Nazionale CUB Trasporti
Antonio Amoroso